Discorso all'incontro con i capi di altre religioni
Distinti ospiti, cari amici,
sono lieto di avere l’odierna opportunità di incontrarvi, voi che rappresentate le varie comunità religiose in Gran Bretagna.Saluto sia i
ministri religiosi presenti, sia quanti di voi svolgono attività nella
politica, negli affari e nell’industria. Sono grato al Dott. Azzam ed al
Rabbino Capo Lord Sacks per l’augurio che mi hanno rivolto a vostro nome.
15 AGO 20

Distinti ospiti, cari amici,
sono lieto di avere l’odierna opportunità di incontrarvi, voi che rappresentate le varie comunità religiose in Gran Bretagna.
Saluto sia i
ministri religiosi presenti, sia quanti di voi svolgono attività nella
politica, negli affari e nell’industria. Sono grato al Dott. Azzam ed al
Rabbino Capo Lord Sacks per l’augurio che mi hanno rivolto a vostro nome.
Mentre saluto voi, permettetemi di formulare voti alla comunità ebraica in
Gran Bretagna ed in tutto il mondo per una celebrazione felice e santa
dello Yom Kippur.
Desidero iniziare le mie parole esprimendo l’apprezzamento della Chiesa
cattolica per l’importante testimonianza che voi tutti apportate quali
uomini e donne dello spirito, in un tempo nel quale le convinzioni
religiose non sono sempre comprese o apprezzate. La presenza di credenti
impegnati in vari campi della vita sociale ed economica parla
eloquentemente del fatto che la dimensione spirituale della nostra vita è
fondamentale alla nostra identità di esseri umani, in altre parole, che
l’uomo non vive di solo pane (cfr Dt 8,3). Quali seguaci di tradizioni
religiose diverse, che lavorano insieme per il bene della comunità in senso
ampio, noi diamo grande importanza a questa dimensione "fianco a fianco"
della nostra collaborazione, che completa l’aspetto "faccia a faccia" del
nostro costante dialogo.
A livello spirituale tutti noi, in modi diversi, siamo personalmente
impegnati in un viaggio che offre una risposta importante alla questione
più importante di tutte, quella riguardante il significato ultimo
dell’esistenza umana. La ricerca del sacro è la ricerca dell’unica cosa
necessaria, l’unica a soddisfare le aspettative del cuore umano. Nel quinto
secolo, sant’Agostino descrisse quella ricerca in questi termini: "Signore,
ci hai creati per te ed il nostro cuore è inquieto sino a che non riposerà
in te" (Confessioni, I,1). Nell’intraprendere tale avventura ci rendiamo
conto sempre di più che l’iniziativa non viene da noi, bensì dal Signore:
non siamo tanto noi a ricercare Lui, ma è piuttosto Lui a cercare noi ed è
senza dubbio Lui ad avere posto quella nostalgia per Lui nel profondo dei
nostri cuori.
La vostra presenza e testimonianza nel mondo indica la fondamentale
importanza per la vita umana di questa ricerca spirituale nella quale siamo
impegnati. All’interno dei loro ambiti di competenza, le scienze umane e
naturali ci forniscono una comprensione inestimabile di aspetti della
nostra esistenza ed approfondiscono la nostra comprensione del modo in cui
opera l’universo fisico, il quale può essere utilizzato per portare grande
beneficio alla famiglia umana. E tuttavia queste discipline non danno
risposta, e non possono darla, alla domanda fondamentale, perché operano ad
un livello totalmente diverso. Non possono soddisfare i desideri più
profondi del cuore umano, né spiegarci pienamente la nostra origine ed il
nostro destino, per quale motivo e per quale scopo noi esistiamo, né
possono darci una risposta esaustiva alla domanda: "Per quale motivo esiste
qualcosa, piuttosto che il niente?".
La ricerca del sacro non svaluta altri campi dell’indagine umana. Al
contrario, li pone in un contesto che amplifica la loro importanza quali
vie mediante le quali esercitare responsabilmente il nostro essere
amministratori della creazione. Nella Bibbia leggiamo che dopo aver
compiuto l’opera della creazione, Dio benedisse i nostri progenitori e
disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e
soggiogatela" (Gn 1,28). Egli affidò a noi il compito di esplorare ed
utilizzare i misteri della natura al fine di servire un bene superiore.
Qual è questo bene superiore? Nella fede cristiana esso viene espresso come
amore per Dio a amore per il nostro prossimo. Pertanto, ci impegniamo di
tutto cuore e con entusiasmo con il mondo, ma sempre con uno sguardo per
servire quel bene superiore, altrimenti sfiguriamo la bellezza della
creazione sfruttandola per scopi egoistici.
Per tale motivo la genuina credenza religiosa ci indica, al di là
dell’utilità presente, la trascendenza. Ci rammenta la possibilità e
l’imperativo della conversione morale, del dovere di vivere in modo
pacifico con il nostro prossimo, dell’importanza di vivere una vita di
integrità. Propriamente compresa, porta illuminazione, purifica i nostri
cuori ed ispira azioni nobili e generose, a beneficio dell’intera famiglia
umana. Ci motiva a coltivare la pratica della virtù e ad avvicinarci l’un
l’altro con amore, nel più grande rispetto delle tradizioni religiose
diverse dalla nostra.
Sin dal Concilio Vaticano II la Chiesa cattolica ha posto speciale enfasi
sull’importanza del dialogo e della collaborazione con i seguaci di altre
religioni. E perché sia fruttuoso, occorre reciprocità da parte di tutte le
componenti in dialogo e da parte dei seguaci delle altre religioni. Penso
in particolare a situazioni in alcune parti del mondo, in cui la
collaborazione e il dialogo fra religioni richiede il rispetto reciproco,
la libertà di praticare la propria religione e di compiere atti di culto
pubblico, come pure la libertà di seguire la propria coscienza senza
soffrire ostracismo o persecuzione, anche dopo la conversione da una
religione ad un’altra. Una volta che tale rispetto e attitudine aperta sono
stabiliti, persone di tutte le religioni lavoreranno insieme in modo
efficace per la pace e la mutua comprensione, offrendo perciò una
testimonianza convincente davanti al mondo.
Questo genere di dialogo deve porsi su diversi livelli e non dovrebbe
essere limitato a discussioni formali. Il dialogo della vita implica
semplicemente vivere fianco a fianco ed imparare l’uno dall’altro in
maniera da crescere nella reciproca comprensione e nel reciproco rispetto.
Il dialogo dell’azione ci fa ravvicinare in forme concrete di
collaborazione, mentre applichiamo le nostre intuizioni religiose al
compito di promuovere lo sviluppo umano integrale, lavorando per la pace,
la giustizia e la salvaguardia del creato. Questo tipo di dialogo può
includere l’esplorare assieme come difendere la vita umana ad ogni stadio e
come assicurare la non esclusione della dimensione religiosa di individui e
comunità dalla vita della società. Poi, a livello delle conversazioni
formali, non vi è solo la necessità dello scambio teologico, ma anche il
porre alla reciproca considerazione le proprie ricchezze spirituali, il
parlare della propria esperienza di preghiera e di contemplazione,
l’esprimere a vicenda la gioia del nostro incontro con l’amore divino. In
tale contesto sono lieto di rilevare le molte iniziative positive
intraprese in questo Paese per promuovere tale dialogo a vari livelli. Come
hanno sottolineato i Vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles nel loro
recente documento "Incontrare Dio nell’amico e nel forestiero", lo sforzo
di andare incontro con amicizia ai seguaci di altre religioni sta
diventando una parte familiare della missione della Chiesa locale (cfr n.
228), un aspetto caratteristico del panorama religioso in questa Nazione.
Cari amici, nel concludere questi pensieri, permettete di assicurarvi che
la Chiesa cattolica persegue la via dell’impegno e del dialogo per un senso
genuino di rispetto per voi e per le vostre credenze. I cattolici, sia in
Gran Bretagna sia in tutto il mondo, continueranno ad edificare ponti di
amicizia con altre religioni, per sanare gli errori del passato e per
promuovere fiducia fra individui e comunità. Permettetemi di rinnovare la
mia gratitudine per il vostro benvenuto e per questa opportunità di
offrirvi il mio incoraggiamento per il dialogo che portate avanti con i
vostri fratelli e sorelle cristiani.
Su voi tutti invoco l’abbondanza delle
benedizioni divine! Grazie molte.